Tra passato e presente

Rispetto della tradizione e attualità pastorale

Nel rispetto della tradizione più che millenaria, il Santuario accoglie i devoti della Mamma Celeste e li alimenta col Corpo di Cristo dopo che sono stati purificati col lavacro della Penitenza. Numerosi sono i pellegrini che accorrono da tutte le parti d'Italia. I buoni Frati sono sempre disponibili per le Confessioni e le celebrazioni di S. Messe, sia per le difficoltà emergenti, sia per i suffragi dei defunti.

 


Fervore pastorale e attenzione dei pellegrini

Per rendere efficace il modo di accogliere i fedeli il Santuario diffonde la Parola di Dio e la proclama, e oltre all'annuncio verbale, pubblica la Rivista "Eco di Materdomini". 

 


Cura pastorale dei residenti

Particolare attenzione è dedicata ai fedeli che gravitano intorno al Santuario. I Frati, secondo le direttive della Chiesa e il programma pastorale diocesano, e oltre al normale conferimento dei Sacramenti e dei Sacramentali svolgono attività specifiche: in modo particolare è curato il laicato cattolico che, per ovvi motivi, assume la connotazione specifica di Terzo Ordine Francescano che al suo interno ingloba la Gioventù Francescana e gli Araldini.

 


 

 

FATE QUELLO CHE VI DIRÀ

percorso di evangelizzazione

 

«Io sono la madre del bell'amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza; eterna, sono donata a tutti i miei figli, a coloro che sono scelti da lui» (cf. Sir 24,18).

 

CATECHESI SULLA BEATA VERGINE MARIA

NELLA RELIGIOSITÀ POPOLARE

 

 

Le Catechesi si svolgeranno il Martedì alle ore 19:00

da Dicembre 2016 a Maggio 2017 nelle seguenti date:

 

6 Dicembre 2016

14 Marzo 2017

20 Dicembre 2016

28 Marzo 2017

17 Gennaio 2017

11 Aprile 2017

31 Gennaio 2017

25 Aprile 2017

14 Febbraio 2017

9 Maggio 2017

28 Febbraio 2017

23 Maggio 2017

 

Introduzione

Il percorso di evangelizzazione proposto dal Santuario Mariano di Materdomini (Nocera Superiore, SA) si configura come una formazione religiosa svolta nella forma della catechesi periodica. I vari argomenti delle catechesi saranno presentati a partire dalla dottrina e dal culto della Beata Vergine Maria, da cui scaturisce la proposta di una spiritualità mariana considerata secondo gli aspetti biblici, dottrinali, spirituali.

 

Breve Descrizione delle Catechesi

6 Dicembre 2016

La prima catechesi ha presentato il tema del percorso di evangelizzazione: La Beata Vergine Maria nella religiosità popolare. Le catechesi si svolgeranno considerando i due aspetti menzionati. Nella prima parte sarà trattato di volta in volta un argomento della dottrina cattolica sulla Madonna. Nella seconda parte la religiosità popolare sarà caratterizzata nel contesto della professione di fede. Il percorso prevede anche una lettura della scrittura teologica della venerata icona della Materdomini.

 

20 Dicembre 2016

La seconda catechesi ha trattato un argomento inerente ai misteri della fede che riguardano la Beata Vergine Maria e la loro collocazione nel contesto della religiosità popolare.

A partire dai titoli mariani Madre di Cristo e Madre della Chiesa si è notato che, considerando la rivelazione biblica e la dottrina cattolica, Maria è sempre inquadrata in relazione a Cristo e alla Chiesa.

Questo presupposto biblico-dottrinale fonda anche la religiosità popolare, la quale esprime una dimensione cultuale significativa per la spiritualità dei credenti e non alternativa alla celebrazione dei Sacramenti.

 

 

 

17 Gennaio 2017

Con la terza catechesi è stata avviata la trattazione dei due dogmi mariani: l'immacolata concezione e la gloriosa assunzione. La Beata Vergine Maria, infatti, in vista dell'Incarnazione del Figlio di Dio è stata preservata dal peccato originale ed è partecipata in modo singolare alla Risurrezione del Signore Gesù attraverso l'assunzione in cielo in anima e corpo.

Il riscontro di questi due misteri di fede è evidente osservato nel contesto della religiosità popolare mediante il Rosario, la preghiera devozionale per eccellenza. Le tradizionali litanie lauretane, infatti, sembrano culminare nella proclamazione dei due misteri di fede che la tradizione cattolica professa in riferimento alla Beata Vergine Maria, nonché nell’invocazione della sua efficace intercessione.

 

24 Gennaio 2017

La quarta catechesi, la quale si è tenuta il 24 Gennaio 2017 e non il 31 Gennaio 2017, ha trattato gli aspetti biblici inerenti al personaggio Maria come madre di Gesù, a cui nella persona del discepolo amato sono affidati tutti i credenti in Cristo. Inoltre, sono stati presentati alcuni aspetti liturgici e devozionali inerenti alla Beata Vergine Maria venerata come Addolorata.

In alcuni testi biblici del Nuovo Testamento si possono ritrovare le radici biblici che rimandano alla maternità particolare e universale di Maria: la vergine di Nazaret è chiamata da Dio ad essere la madre di Gesù e la madre di ogni suo discepolo. Dall'annunciazione della nascita del Figlio di Dio (cf. Lc1,26-38) alla sua morte in croce per la salvezza del mondo (cf. Gv 19,25-27) viene delineata e confermata la vocazione di Maria ad essere Madre di Gesù e di coloro che sono amati dal Figlio.

Uno sviluppo significativo della vocazione di Maria si può scorgere anche nel suo incontro con Simeone nella presentazione di Gesù al Tempio (cf. Lc 2,33-35): si tratta di un momento in cui a Maria viene rivelato, per mezzo di un uomo ispirato dallo Spirito Santo, che il suo destino sarà simile a quello del Figlio: come la croce ha trafitto il corpo di Gesù, così una spada trafiggerà il cuore di Maria.

La liturgia e la religiosità popolare hanno caratterizzato questi aspetti biblici inerenti alla Madre di Dio in modo lodevole, sottolineando la partecipazione di Maria alla redenzione operata dal Figlio. La memoria della Beata Vergine Maria Addolorata (15 Settembre) viene celebrata, infatti, in seguito alla Festa dell'Esaltazione della Croce (14 Settembre). L'effige che rappresenta l'Addolorata, poi, in molti luoghi dove vige questa tradizione, viene portata in processione unitamente all'effige del Cristo morto nella ricorrenza del Venerdì Santo.

Nelle preghiere che esprimono la devozione all'Addolorata e la pietà che da essa scaturisce si invoca per intercessione della Vergine Maria un dono non consueto e non facile da chiedere, considerandone il valore: A me peccatore e a tutti i peccatori concedi la contrizione perfetta dei nostri peccati. Una preghiera che sembra suggerita dallo sguardo serio e premuroso della Materdomini.

 

 

14 Febbraio 2017

La quinta catechesi ha avviato un approfondimento sul dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, del quale sono stati trattati alcuni aspetti dottrinali a partire dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Inoltre, è stato avviato il commento al documento di Paolo VI sul culto mariano (Marialis Cultus, 1975) ed è stata ulteriormente svilupata la lettura teologico-spirituale dell'icona della Materdomini.

Leggendo il Catechismo della Chiesa Cattolica è interessante notare come alcune presentazioni dei misteri della fede, come l'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, siano approntate come una spiegazione dei testi biblici che ne costituiscono quelle radici che la Tradizione della Chiesa ha sapientemente sviluppato.

Tra i vari testi biblici che possono costituire una radice biblica dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'annunciazione è sicuramente il riferimento più eloquente (cf. Lc 1,26-38). Dio manda l'angelo Gabriele a rivelare alla Vergine Maria che ella concepirà e darà alla luce il figlio dell'Altissimo, Gesù, colui che salverà il popolo dal peccato. Maria, stupita che questo grande mistero avverrà per opera dello Spirito Santo e non per mezzo di uomo, si concede al servizio della volontà di Dio.

Paolo VI nel presentare il documento Marialis Cultus, frutto ispirato del Concilio Vaticano II, afferma che non soltanto la Liturgia andava restaurata, ma anche la religiosità popolare va rinnovata: in particolare il culto tributato alla venerazione della Beata Vergine Maria va opportunamente compreso e praticato, come espressione del ministero della Chiesa.

I capisaldi che il Papa richiama per questo rinnovamento della religiosità popolare mariana sono la comprensione del culto di venerazione tributato alla Beata Vergine Maria, da non confondere con il culto di adorazione riservato soltanto a Dio. Il Papa prospetta, inoltre, una formazione religiosa del popolo, affinché i fedeli siano giudati nella conoscenza dei contenuti adeguati e accompagnati da una sana espressione del culto devozionale, il quale avrebbe nella recita del Rosario la sua massima espressione.

La Materdomini sembra proporre una spiritualità autenticamente slanciata verso il rinnovamento della vita di fede dei credenti: con la sua mano destra tesa a indicare ai devoti il figlio dell'Altissimo, Gesù, fonte della salvezza, sembra esprimere anch'essa il bisogno di attingere dal Redentore dell'uomo la grazia che sostiene la sua maternità, consegnata a Dio ed offerta ad ogni uomo.

 

 

28 Febbraio 2017

La sesta catechesi, continuando l'approfondimento sul dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si è svolta a partire dalla proclamazione e dalla spiegazione del dogma, un testo difficile della tradizione dottrinale della Chiesa Cattolica e che difficilmente viene sottoposto all'ascolto e all'attenzione dei fedeli.

Di questo importante dogma promulgato nel 1861 (8 Dicembre) è stato evindenziato l'atteggiamento comunicativo solenne e autorevole con cui la Chiesa, dopo secoli di tradizione di fede e di riflessione teologica, ha coraggiosamente dichiarato un mistero, proposto come verità da credere, che non ha una precisa radice biblica. In questo modo la Chiesa ha maturato i doni che il Signore le concede garantendole un'assistenza divina, per cui la Chiesa può affermare che la rivelazione divina come sacro deposito scaturisce dalle Scritture e dalla Tradizione (Dei Verbum, 10, 1965).

Il commento al documento di Paolo VI sul culto mariano (Marialis Cultus, 1975) ne ha presentato la prima parte, in cui il Pontefice approfondisce gli aspetti mariani del culto liturgico e devozionale, notando come alcune tradizioni devozionali siano diventate lungo i secoli delle tradizioni liturgiche, delle celebrazioni che articolano l'anno liturgico. La trattazione di questa parte del documento Marialis Cultus si potrebbe definire una sorta di lettura mariana dell'anno liturgico. Inoltre, Paolo VI esorta ad imparare dalla Liturgia a vivere la pietà e la devozione.

Infine, si può considerare la Materdomini indica in modo eloquente queste due dimensioni. Osservando dall'icona la sua mano sinistra che sostiene Gesù, emerge il tenero vigore di colei che, pur essendo una creatura umana, è stata chiamata ad essere la Madre di Dio. E da questo trono forte della tenerezza materna che Gesù benedice ogni devoto che incrocia lo sguardo della madre e il suo.

 

14 Marzo 2017

La settima catechesi, continuando l'approfondimento sul mistero dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ha trattato la presentazione delle preghiere liturgiche che articolano la Messa dell'Immacolata Concezione (8 Dicembre). Il commento al documento di Paolo VI sul culto mariano (Marialis Cultus, 1975) ha esposto la seconda parte, nella quale il Pontefice delinea il rinnovamento della religiosità popolare, affermando alcuni criteri teologici e individuandone alcuni orientamenti. La Messa dell'Immacolata Concezione consta, come altri formulari del rituale romano, di alcune preghiere che scandiscono le varie parti della Messa. Le preghiere principali sono: l'orazione detta Colletta; l'orazione sulle Offerte; l'orazione dopo la Comunione. A queste orazioni si aggiunge il Prefazio. Le quattro preghiere menzionate costituiscono il materiale eucologico che articola una celebrazione eucaristica: il termine eucologia rimanda ad una preghiera di lode. Leggendo le preghiere della Messa dell'Immacolata Concezione si può notare che in esse vi sono dei motivi tematici ricorrenti, i quali sembrano progressivamente esplicitarsi tra una preghiera e un'altra durante la celebrazione eucaristica. Considerando questo approccio complementare rispetto alle affinità tematiche, emerge la seguente nozione di contenuto: le preghiere della Messa dell'Immacolata Concezione comunicano l'opera salvifica che Dio compie in modo peculiare in Maria e in ogni credente. Questa duplice componente dell'unica opera di salvezza attuata da Dio, mediante l'incarnazione e il mistero pasquale di Gesù Cristo, sembra agire in Maria nel segno di una predestinazione per la quale la Beata Vergine sia stata sin dal suo concepimento presentata da ogni macchia di peccato; nell'uomo, invece, l'azione salvifica di Dio agisce attraverso la purificazione dal peccato originario e la remissione dalle colpe e dalle pene del peccato. Questi due elementi, la preservazione di Maria e la purificazione dell'uomo, sono l'una costantemente professata, in quanto mistero da credere nel contesto della professione di fede, e l'altra da invocare con perseveranza, come espressione del bisogno dell'uomo di sperimentare la misericordia di Dio. Questa dinamica tra professione e invocazione è riscontrabile particolarmente nella preghiera sulle Offerte: Accetta, Signore, il sacrificio di salvezza, che ti offriamo nella festa dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, e come noi la riconosciamo preservata per tua grazia da ogni macchia di peccato, così, per sua intercessione, fa' che siamo liberati da ogni colpa. Papa Paolo VI nel documento Marialis Cultus del 1975 prospetta il rinnovamento del culto mariano proponendo la distinzione tra le espressioni liturgiche e le espressioni devozionali del culto tributato alla Madre di Dio, tra le quali non deve riscontrarsi nessuna sovrapposizione. Il Ponteficie suggerisce nel recupero della riflessione teologica il criterio del rinnovamento, mediante una conoscenza più approfondita della rivelazione trinitaria e del dottrina mariologica in prospettiva ecclesiologica. Sulla base di questi presupposti, Paolo VI propone che tale rinnovamento possa attuarsi nel solco di alcuni orientamenti. Ne individua quattro: l'orientamento biblico, mediante il quale è possibile riscoprire il racconto della storia della salvezza e incrementare il valore della preghiera; l'orientamento liturgico, mediante il quale è possibile imparare a celebrare un culto che sia espressione della professione di fede e in questo contesto orientare anche la religiosità popolare; l'orientamento ecumenico, mediante il quale è possibile auspicare alla pienezza della comunione dei cristiani attraverso l'intercessione della Beata Vergine Maria, amata e venerata dai credenti delle tre principali confessioni cristiane; l'orientamento antropologico, mediante il quale è possibile valorizzare, ad esempio, la dignità della donna. Si tratta di orientamenti la cui recezione è più o meno riscontrabile nell'attuale esprerienza ecclesiale e pastorale. La Beata Vergine Maria che, dall'icona custodita nel Santuario di Materdomini di Nocera Superiore (SA), veglia su tutti i devoti mostrando il suo capo inclinato verso il Figlio, in atteggiamento di tenerezza e di ascolto, e si propone all'attenzione dei credenti come Madre del Signore sempre capace di rimanere Vergine in ascolto della Parola di Dio, sostenga il cammino di ogni uomo e di tutta la Chiesa nel compimento di un autentico rinnovamento della religiosità popolare.

 

28 Marzo 2017

L'ottava catechesi ha proposto l'ultima parte dell'approfondimento sul mistero dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, mediante la spiegazione mistagogica delle letture bibliche proclamate nella Messa dell'8 Dicembre, il commento alla terza parte del documento di Paolo VI sul culto mariano, sempre considerando la lettura biblico-spirituale dell'icona bizantina della Materdomini. La Liturgia della Parola prevista per la Messa dell'Immacolata Concezione (8 Dicembre) prevede la proclamazione di alcuni testi tratti dalla Bibbia. Tra questi vi sono Gen 3,9-15.20 e Ef 1,3-6.11-12. Il contenuto di questi due testi sembra esprimere la profondità della mistagogia (catechesi sul mistero di fede) dell'Immacolata Concezione in relazione alla Beata Vergine Maria, ma anche in riferimento alla purificazione dell'uomo dalla colpa delle origini e da ogni peccato. Infatti, Gen 3,9-15.20 narra del peccato della disobbedienza dell'uomo e della donna delle origini, i quali tentati dal serpente, simbolo del Diavolo, vengono istigati a trasgredire il comando di Dio: questa disobbedienza crea una frattura decisiva nella relazione tra Dio e l'uomo, la cui irreparabilità da parte dell'uomo può essere colmata soltanto dalla grazia di Dio. Da Dio, infatti, viene stabilita la punizione per il peccato commesso, ma da Dio viene anche la proposta per la salvezza dell'uomo. Il testo paolino Ef 1,3-6.11-12 fa emergere l'importanza del progetto salvifico di Dio a favore dell'uomo. Paolo conduce con provata profondita a considerare il mistero della salvezza che Dio compie in Cristo, per mezzo del quale l'uomo viene benedetto e predestinato alla santità, per assumere una vita degna dei figli di Dio, priva dell'esperienza del peccato: questa proposta salvifica offerta all'uomo da parte di Dio in Cristo Gesù fa dell'uomo un erede della vita eterna scaturita dalla risurrezione del Figlio di Dio. Nella terza parte del documento di Paolo VI sul culto mariano (Marialis Cultus, 1975), il Pontefice spiega i pii esercizi dell'Angelus e del Rosario come eminenti espressioni del culto mariano. Egli afferma che la preghiera dell'Angelus nasce come preghiera per la pace e propone di pregarla tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno, sera). Il Rosario è, invece, la preghiera eccellente da considerare come il compendio del Vangelo, perché, mentre si susseguono le Ave Maria secondo il ritmo della preghiera litanica, il Rosario conduce alla meditazione dei misteri della salvezza narrati nelle Sacre Scritture neotestamentarie. Il Papa suggerisce di riscoprire la bellezza della preghiera del Rosario senza alterarne la sua tipicità. La lettura della scrittura teologica dell'icona della Materdomini ha inquadrato il tratto delle labbra chiuse della Beata Vergine Maria. A partire da questo tratto è stato considerato il valore del silenzio nella vita spirituale, soprattutto se inteso come ascolto della Parola di Dio. Di questa virtù la Madonna è maestra attenta e fedele, come attestano alcuni racconti dei Vangeli che la ritraggono in silenzio nell'accoglienza della volontà di Dio (cf. Lc 2,19.51; Gv 19,26-27), ma anche capace di rispondere alla chiamata divina (cf. Lc 1,38) e premurosa nel riconoscere i bisogni dell'umanità (cf. Gv 2,4).

 

11 Aprile 2017

Con la nona catechesi è stato avviato un approfondimento sul dogma della Gloriosa Assunzione della Beata Vergine Maria, considerandone gli aspetti dottrinali a partire dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Inoltre, è stato avviato il commento al documento di Giovanni Paolo II sul Rosario della Vergine Maria (Rosarium Virginis Mariae, 2002). La spiritualità mariana è stata caratterizzata mediante la lettura teologica di un tratto dell'icona della Materdomini. Il Catechismo della Chiesa Cattolica presenta essenzialmente gli elementi dottrinali fondamentali inerenti alla gloriosa assunzione al cielo della Beata Vergine Maria. Di questo mistero di fede viene affermato che la Madonna, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima. La gloriosa assunzione di Maria è, infatti, una singolare partecipazione alla Risurrezione del suo Fglio. Maria, dunque, sperimenta in modo speciale la Risurrezione di Gesù, non come l'ha sperimentata il Figlio e non come la sperimenterà ogni credente. Il documento Rosarium Virginis Mariae del santo pontefice Giovanni Paolo II fu presentato nel 2002 come un'esortazione ad iniziare il nuovo millennio non soltanto ripartendo da Cristo, ma anche affidandosi all'intercessione della Madre del Signore. Nell'introduzione al documento, infatti, si coglie la particolare devozione del Papa alla Madonna, tanto che nelle conclusioni egli riprende gli elementi della sua pietà mariana e li propone come orientamento pastorale della religiosità popolare che esprime il culto mariano. L'icona della Materdomini propone un'immagine viva del Cristo e della Madonna: osservando i loro sguardi è possibile cogliere la loro ricerca dell'uomo a cui donare la salvezza. Gesù, infatti, sembra fissare lo sguardo verso la sua mano benedicente, cioè verso il destinatario della sua opera salvifica, il quale potrebbe essere rappresentato dal devoto che guarda l'icona. Maria, invece, punto il suo sguardo sul Figlio, intento a donare i benefici del suo amore con la sua benedizione.

 

 

25 Aprile

La decima catechesi ha continuato la trattazione sul dogma della Gloriosa Assunzione della Beata Vergine Maria, mediante la proclamazione e la spiegazione del dogma, il commento della prima parte del documento di Giovanni Paolo II sul Rosario della Vergine Maria, la lettura teologica dell'icona della Materdomini per la caratterizzazione di una spiritualità mariana.

Il dogma della Gloriosa Assunzione di Maria fu promulgato da Papa Pio XII nel 1950: si tratta, quindi, di un’aquisizione molto recente, la cui tradizione però è molto radicata, come si afferma per il dogma dell’Immacolata Concezione promulgato nel 1854 da Papa Pio IX. La definizione del dogma dell’Assunzione si presenta come un testo dall’impatto più catechetico rispetto alla solenne austerità della definizione del dogma dell’Immacolata.

Il testo dottrinale presenta il criterio da cui parte l’esposizione e la argomenta mediante la spiegazione di alcuni testi biblici, proponendo così la formulazione dottrinale del dogma. Il contenuto del testo afferma che Dio non poteva non riservare a Maria una participazione speciale alla risurrezione del Figlio: lei che non aveva conosciuto il peccato originale, non avrebbe neanche sperimentato la corruzione del corpo. Pertanto, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.

Questo mistero fa notare la profonda unione tra Cristo e Maria: come l’immacolato concepimento è in vista dell’incarnazione del Figlio di Dio, così la gloriosa assunzione è un dono del mistero pasquale di Gesù. Giovanni Paolo II insiste sull’unione di Gesù e la Madre, nella prima parte del suo documento Rosarium Virginis Mariae (2002).

Il Pontefice presenta la componente contemplativa del Rosario, la quale si esplicita nel ricordo degli eventi della vita e del ministero di Gesù. In modo parallelo alla categoria dei ricordi di Maria, il Papa confronta anche lo slancio della preghiera devozionale con l’approccio liturgico alla preghiera, sottolineando di essa il memoriale come riattualizzazione salvifica delle parole e dei gesti di Gesù: in questa prospettiva il culto devozionale praticato mediante il Rosario si afferma come una salutare preghiera di contemplazione.

L’icona della Materdomini è stata osservata nel tratto del colore delle vesti di Gesù e di Maria. L’unione tra il Figlio e la Madre è eminentemente espresso nella scrittura teologica di questa icona. Infatti, Gesù è rivestito di una veste d’oro, simbolo di regalità che rimanda alla sua divinità; Maria, invece, in quanto creatura umana ricolmata in modo incomparabile dei doni della grazia, indossa il manto marrone dell’umiltà orlato dell’oro dell’intervento di Dio che ha reso la sua umanità piena di grazia, una umanità virtuosa.

 

9 Maggio

L’undicesima catechesi, continuando l'approfondimento del dogma della Gloriosa Assunzione della Beata Vergine Maria, ha proposto una presentazione della Messa del 15 Agosto: in particolare, è stato osservato come le preghiere liturgiche presentano il mistero dell’Assunzione in cielo in anima e corpo della Beata Vergine Maria. Del documento di Giovanni Paolo II sul Rosario della Vergine Maria (Rosarium Virginis Mariae, 2002), invece, è stata commentata la seconda parte. Infine, la spiritualità mariana è stata caratterizzata mediante la lettura teologica dell'icona della Materdomini.

La Messa del 15 Agosto prevede due formulari per la celebrazione eucaristica, uno per la Messa vespertina della vigilia e uno per la Messa del giorno. Osservando le due preghiere principali di questi due formulari, ovvero l’orazione detta Colletta dell’uno e dell’altro, si possono notare alcuni aspetti interessanti che riguardano i contenuti dottrinali del mistero della Gloriosa Assunzione della Beata Vergine Maria.

Ad esempio, nelle due orazioni menzionate, ricorrono due componenti in modo costante, le quali tra l’una e l’altra presentano due realtà sulle quali si concentra la preghiera di questa celebrazione: la madonna e il credente.

Nella Colletta della Messa della vigilia del 15 Agosto di Maria si afferma che viene innalzata alla sublime dignità di madre del Signore; mentre dei credenti viene auspicato che siano inseriti nel mistero di salvezza. Nella Colletta della Messa del giorno del 15 Agosto, invece, di Maria si esplicita che viene innalzata alla gloria del cielo in corpo e anima quale madre di Cristo; mentre dei credenti viene anche auspicato che possano vivere in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni.

È interessante questa duplice componente, riscontrabile anche nelle altre preghiere eucologiche del 15 Agosto, in quanto permette di osservare l’opera che Dio compie non solo per Maria ma anche per ogni credente, perché sia Maria che il credente, sebbene in modo distinto e specifico, partecipano della risurrezione di Gesù Cristo: Maria, però, a differenza di tutte le altre creature umane, non ha mai sperimentato la corruzione della carne.

Nella seconda parte del documento Rosarium Virginis Mariae, Papa Giovanni Paolo II presenta la grande novità da lui inserita nella recita del Rosario, ovvero l’introduzione dei cinque misteri della luce, i quali offrono una meditazione di alcuni eventi significativi del ministero salvifico di Gesù. Inoltre, di tutti i misteri contemplati nel Rosario sviluppa un commento dal carattere biblico-mistagogico.

Con questa proposta il Papa auspica che il Rosario sia recuperato come la via di Maria che mediante il ricordo degli eventi della vita del divin Figlio conduce l’uomo ad un profondo incontro con Dio, a partire dal quale l’uomo può sperimentare quanto sia proprio Cristo, vero Dio e vero uomo, a rivelare l’uomo all’uomo. In questa prospettiva il Rosario viene confermato come la preghiera devozionale per eccellenza.

L’icona della Materdomini si presenta eminentemente propositiva della relazione tra Cristo e Maria, tanto che in questa icona le aureole, segno che rimanda alla santità del Figlio e della Madre, sembrano incastrarsi l’una nell’altra. Tuttavia, è nell’aureola del Figlio il segno che indica colui nel quale si compie e si realizza la salvezza, cioè la croce. La santità di Maria ha, pertanto, la sua fonte nel mistero pasquale di Gesù Cristo.

 

24 Maggio

La dodicesima catechesi, che si è tenuta il 24 Maggio e non il 23 Maggio, è stata l’ultima catechesi del percorso di evangelizzazione proposto nell’anno pastorale 2016-2017. Quest’ultima catechesi ha concluso anche l'approfondimento del dogma della Gloriosa Assunzione della Beata Vergine Maria, proponendo un commento mistagogico delle letture bibliche della Messa del 15 Agosto. Inoltre, è stata commentata la terza parte del documento di Giovanni Paolo II sul Rosario della Vergine Maria (Rosarium Virginis Mariae, 2002). Mentre, la spiritualità mariana è stata caratterizzata mediante la lettura teologica dell'icona della Materdomini.

Considerando che la Messa del 15 Agosto prevede due formulari, uno per la Messa vespertina della vigilia e uno per la Messa del giorno, si deduce anche che ognuna di queste messe abbia una propria Liturgia della Parola. Esemplificando sul Vangelo, nella Messa della vigilia viene proposto un episodio in cui Gesù viene apprezzato in riferimento a colei che lo avrebbe allevato; mentre nella Messa del giorno viene proposto il racconto dell’annunciazione della nascita di Gesù da parte dell’angelo del Signore, episodio da cui parte e ha senso tutta la misteriosa vicenda di Maria.

Data l’abbondanza di commenti che riceve il racconto dell’annunciazione, la Catechesi ha proposto un commento alla pericope lucana della Messa della vigilia: Lc 11,27-28. Si tratta di una breve racconto, in cui si narra una scena tipica del ministero di Gesù: parlava alle folle. Da questa folla emerge, però, la voce di una donna che vuole far sentire il suo incontenibile apprezzamento per Gesù: Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato.

La reazione di Gesù è moderata, ma molto interessante: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano. Questa risposta sembra spostare l’attenzione dal complimento che Gesù avrebbe ricevuto, per precisare che bisogna piacere a Dio piuttosto che agli uomini: invece, è probabile che Gesù continui il complimento della donna, rivelando come si raggiunge la beatitudine di cui lei stessa parlava.

Maria è la creatura umana che Dio ha scelto come madre di Gesù, madre del Signore: in lei il Figlio dell’Altissimo avrebbe preso la carne dell’uomo; è da Maria, dunque, che Gesù avrebbe preso la forma del servo, nella quale l’obbedienza alla grazia si impara dalla vita. A lei Gesù restituisce la beatitudine, che raramente gli viene riconosciuta, perché sa di essere venuto nel mondo per servire e non per essere servito.

Nella terza parte del documento Rosarium Virginis Mariae, Papa Giovanni Paolo II si sofferma a descrivere la struttura della preghiera del Rosario, spiegando come dovrebbe svolgersi ogni sua parte per custodire la natura propria di questa preghiera così importante per la tradizione cattolica.

Il Papa elenca le seguenti componenti per la recita di ogni mistero: l’enunciazione del msitero; l’ascolto della Parola di Dio; il silenzio; il Padre nostro; le dieci Ave Maria; il Gloria; la giaculatoria finale. Inoltre, il Papa valorizza gli adattamenti locali che questa preghiera della tradizione rivece in ogni parte del molto, i quali sembrano legittimati nella misura in cui lasciano intatta la struttura propria di questa preghiera.

L’ultimo tratto della scrittura e lettura teologica dell’icona di Materdomoni è il nome di Maria, ovvero il titolo stesso di Materdomini. Questo titolo è riportato nell'icona in lingua latina e collocato ai due lati in alto (lato sinistro: M; lato destro: DNI). In latino l’espressione Mater Domini significa madre del Signore. Si tratta di un titolo mariano dalla profonda radice biblica (cf. Lc 1,43; Gv 2,1).

 

[La pubblicazione di questo materiale è stata avviata il 27 Dicembre 2016, ore 8:30. L'ultimo aggiornamento è stato approntato il 28 Maggio 2017, ore 19:10.]

 

 

RAFFAELE PETTI, OFM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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